Arroccato su una rupe che domina la Valdaso e abbracciato dai boschi, Montefalcone Appennino è un borgo sospeso tra cielo e terra, dove natura e storia si incontrano e ogni scorcio invita a fermarsi.

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Il borgo e la sua storia

Dalle origini romane
ai fasti medievali

Montefalcone Appennino affonda le sue radici nell’epoca romana e cresce come centro strategico grazie ai monaci Farfensi. Nel Medioevo attraversa alleanze, assedi e domini, conquistando autonomia comunale e un ruolo di rilievo nel territorio marchigiano. La sua storia, segnata da potere religioso e contese politiche, arriva fino all’età moderna con personaggi illustri come Osvaldo Licini.

La storia di Montefalcone Appennino è antica e ricca di avvenimenti, come testimonia il ritrovamento di materiale laterizio e piccoli oggetti di culto pagano di epoca romana in località “Colle Luccio”. Le prime notizie scritte risalgono al 930 in un documento del “Circum Farfense”, in cui si legge di “Curtem Montis Falconis”. Il paese fu possedimento feudale dell’abbazia di Farfa e compreso nei territori appartenenti al feudo farfense della vicina S. Vittoria in Matenano. Grazie ai monaci Farfensi, Montefalcone divenne presto un centro molto importante; essi costruirono un fortilizio e istituirono una scuola per chierici.

Un momento significativo fu nel 1214 quando l’Abate Matteo concesse la Libertà Comunale. Tuttavia, come per molti “liberi comuni” del medioevo, la sua vita non fu facile. Quale importante centro strategico, fu conteso tra lo Stato Fermano e quello Ascolano, divenendo teatro di guerre e distruzioni. Nel 1239 si sottomise a Re Enzo e nel 1257 i fermani occuparono il castello con il permesso di Re Manfredi. Nel secolo successivo fu assediato da Galeotto Malatesta (1351). Nel 1355, Montefalcone giurò fedeltà al Cardinale Albornoz e due anni dopo stipulò delle “Conventiones” con Fermo.

Nel XV secolo era sotto il dominio della famiglia Orsini e nel 1572 venne concesso alla Diocesi di Fermo. Durante il triennio giacobino, Montefalcone fu inserito nel Dipartimento del Tronto con capoluogo Fermo. Dal 1800 al 1808 entrò a far parte della Delegazione Apostolica di Macerata e poi, dal 1808 al 1815, tornò nel Dipartimento del Tronto. Fu solo nel 1860, dopo l’Unità d’Italia, che tornò alla provincia di Ascoli. In tempi più recenti, tra il 1922 e il 1924, il pittore Osvaldo Licini soggiornò a Montefalcone Appennino, dove realizzò alcune delle opere che in seguito lo avrebbero reso famoso.

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