Affacciato nel cuore storico del borgo, Palazzo Felici è uno degli edifici più rappresentativi dell’architettura nobiliare del XVII secolo. La sua facciata in pietra, sobria ed elegante, racconta il gusto essenziale del classicismo seicentesco: due ordini ben distinti, finestre incorniciate da mattoni rossi e antichi portali che un tempo accoglievano carrozze e ospiti illustri.
Al piano terra, l’ingresso monumentale introduce negli ambienti un tempo utilizzati come locali di servizio. Da qui si accedeva anche alla cisterna sotterranea, in origine una grotta, poi adattata per raccogliere l’acqua piovana destinata al giardino. Ancora oggi sono visibili le sagome degli antichi archi e il selciato che conduce allo scalone in pietra, custode del fascino originale del palazzo.
Salendo lo scalone si raggiunge il piano nobile, fulcro della vita di rappresentanza. Un susseguirsi di sale comunicanti, soffitti affrescati in stile pompeiano e pareti decorate a tempera raccontano l’atmosfera raffinata dell’epoca. Qui si trovavano le stanze di ricevimento e le camere private della famiglia Felici, tra cui una spettacolare sala ornata da paesaggi e vedute dipinte in trompe-l’oeil. Particolare la cucina storica, con grande camino in pietra e finestra passavivande verso la sala da pranzo.
In questi ambienti è oggi custodito un monumentale polittico di Pietro Alamanno, seguace di Carlo Crivelli, dipinto tra il 1475 e il 1480. Proveniente dalla chiesa di San Giovanni Battista, è l’unico polittico dell’artista rimasto integro con la sua preziosa cornice, un capolavoro che unisce devozione, arte rinascimentale e storia del territorio. Oggi il Museo Paleontologico e gli spazi didattici ambientali del palazzo creano un affascinante dialogo tra arte, natura e memoria geologica.
